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INTELLIGENZA ARTIFICIALE E MONDO DEL LAVORO

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E MONDO DEL LAVORO

Art. 41 e 42 del D.Lgs. 08 ottobre 2026, n. 179
Nuovi obblighi per le imprese:
attenzione alla valutazione dei rischi e alle decisioni automatizzate

Il D.Lgs. 08 ottobre 2026, n. 179 introduce nuove disposizioni sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, rafforzando le tutele per i lavoratori e richiamando le imprese alla necessità di un impiego responsabile delle nuove tecnologie.

L’intelligenza artificiale è sempre più presente nei processi aziendali: dalla selezione del personale all’organizzazione delle attività, dalla gestione dei ritmi produttivi al monitoraggio dei processi. Il suo utilizzo offre importanti opportunità, ma richiede anche un’attenta valutazione degli effetti che tali strumenti possono produrre sui diritti, sulla salute e sulla sicurezza delle persone.

In questo contesto si inserisce il Decreto Legislativo n. 179/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 ottobre 2026 e attuativo della legge delega n. 132/2025, che interviene, tra gli altri aspetti, sulle decisioni riguardanti il rapporto di lavoro e sulla prevenzione dei rischi connessi all’impiego dell’IA.

Decisioni sul rapporto di lavoro: la supervisione umana è fondamentale
L’articolo 41 introduce un principio di particolare rilievo: le decisioni definitive relative alla costituzione, alla modifica e alla cessazione del rapporto di lavoro non possono essere adottate esclusivamente sulla base di un trattamento automatizzato.

Il principio riguarda anche i provvedimenti disciplinari e le valutazioni delle prestazioni lavorative: la decisione finale deve essere assunta da una persona fisica, dotata di un potere effettivo e autonomo di valutazione.
Non è sufficiente che un responsabile si limiti a confermare il risultato prodotto dall’algoritmo: deve poter esaminare gli elementi rilevanti, valutarli in modo indipendente e, se necessario, discostarsi dalle indicazioni del sistema.

La disposizione distingue inoltre le decisioni definitive dalle attività di ricerca e selezione dei candidati, che non rientrano, ai fini della norma, tra le decisioni finali di costituzione del rapporto di lavoro. Rimangono comunque applicabili le altre garanzie previste dalla normativa vigente, in particolare in materia di protezione dei dati personali e di divieto di discriminazione.

Il datore di lavoro deve altresì garantire il rispetto della dignità e della riservatezza dei lavoratori e adempiere agli obblighi informativi previsti dalla normativa applicabile.

Protezione dei dati personali: attenzione all’utilizzo dell’IA
L’impiego dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali richiede particolare attenzione anche sotto il profilo della protezione dei dati personali. Quando i sistemi trattano dati di lavoratori o candidati, le imprese devono garantire il rispetto del GDPR, assicurando trasparenza sulle finalità del trattamento, adeguate misure di sicurezza e il rispetto dei principi di minimizzazione e proporzionalità. È inoltre necessario verificare la liceità del trattamento e valutare, ove richiesto, l’opportunità di una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA). L’utilizzo dell’IA non esonera il datore di lavoro dagli obblighi in materia di privacy, né può giustificare forme di controllo dei lavoratori non conformi alla normativa vigente.

Salute e sicurezza: l’IA deve entrare nella valutazione dei rischi
La principale novità sul fronte della sicurezza è contenuta nell’articolo 42, dedicato all’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro.
La disposizione richiama la necessità di considerare i rischi derivanti dall’utilizzo dei sistemi di IA nell’ambito della prevenzione aziendale, in coerenza con il D.Lgs. 81/2008 e, in particolare, con l’articolo 28 relativo alla valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

L’attenzione deve concentrarsi sui sistemi che possono incidere:
sull’organizzazione del lavoro;
sui ritmi e sui carichi produttivi;
sulle modalità di esecuzione della prestazione;
sui processi decisionali rilevanti ai fini della sicurezza.

L’utilizzo dell’IA richiede quindi una valutazione concreta dei possibili effetti sulle condizioni di lavoro, tenendo conto delle caratteristiche dello strumento, delle attività interessate e delle modalità con cui viene effettivamente utilizzato.
Si pensi, ad esempio, a un sistema di IA che assegna automaticamente le attività, stabilisce i tempi di lavorazione o modifica la distribuzione dei compiti in funzione degli obiettivi produttivi.
In questi casi, l’impresa dovrà verificare se il funzionamento del sistema possa determinare ritmi eccessivi, carichi di lavoro non adeguati, una maggiore esposizione a situazioni pericolose o altre condizioni potenzialmente pregiudizievoli per la salute e la sicurezza.
Non ogni introduzione di uno strumento di IA comporta automaticamente la revisione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). È tuttavia necessario verificare se la nuova tecnologia modifichi i rischi già individuati o ne introduca di nuovi, adottando gli aggiornamenti e le misure conseguenti quando dovuti.

Informazione e formazione dei lavoratori
L’articolo 42 richiama anche l’importanza di un’adeguata informazione e formazione sui rischi specifici connessi all’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale e sulle misure di prevenzione e protezione adottate.
La formazione deve essere coerente con le tecnologie effettivamente utilizzate, con le mansioni svolte e con i rischi individuati.
I lavoratori devono essere messi nelle condizioni di comprendere il funzionamento degli strumenti per quanto necessario alla propria attività, riconoscere eventuali situazioni di pericolo e conoscere le procedure da seguire.
L’introduzione di sistemi di IA dovrebbe pertanto essere accompagnata da una verifica dell’adeguatezza delle attività formative già previste e, quando necessario, dalla loro integrazione.

L’intelligenza artificiale come strumento di prevenzione
La norma non considera l’IA soltanto come una possibile fonte di rischio, ma ne riconosce anche le potenzialità in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.
Questi sistemi possono, ad esempio, supportare l’individuazione di anomalie, l’analisi dei dati relativi agli incidenti e la rilevazione tempestiva di situazioni potenzialmente pericolose.
Perché tali strumenti risultino realmente efficaci, è però necessario verificarne l’affidabilità, controllarne il funzionamento e valutarne i risultati nel contesto concreto in cui vengono impiegati.
La tecnologia può rafforzare la prevenzione, ma non sostituisce le responsabilità del datore di lavoro e degli altri soggetti del sistema della sicurezza aziendale.

Cosa devono fare concretamente le aziende?
Alla luce delle nuove disposizioni, è opportuno che le imprese avviino una verifica dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei propri processi organizzativi e produttivi.

In particolare, è consigliabile:
mappare i sistemi di IA utilizzati, individuando strumenti, finalità e processi aziendali coinvolti;
verificare l’impatto sulla salute e sulla sicurezza, con particolare attenzione all’organizzazione del lavoro, ai ritmi produttivi e alle modalità di svolgimento delle mansioni;
riesaminare la valutazione dei rischi e il DVR, quando l’introduzione o l’utilizzo dei sistemi comporti rischi nuovi o modifiche rilevanti a quelli già valutati;
verificare l’adeguatezza dell’informazione e della formazione, integrandole ove necessario in relazione ai rischi specifici;
garantire un’effettiva supervisione umana nei processi decisionali che incidono sul rapporto di lavoro.
controllare l’affidabilità dei sistemi e l’efficacia delle misure preventive, senza affidare esclusivamente alla tecnologia la gestione della sicurezza.

In conclusione
Il D.Lgs. 179/2026 richiama le imprese a integrare l’innovazione tecnologica in un sistema di gestione attento ai diritti delle persone e alla prevenzione dei rischi.
Per quanto riguarda la salute e la sicurezza, il punto essenziale è verificare se e come l’intelligenza artificiale possa influire sulle condizioni di lavoro, aggiornando la valutazione dei rischi e le misure preventive quando necessario e assicurando un’adeguata formazione dei lavoratori.

Conoscere le tecnologie utilizzate, valutarne gli effetti e mantenere un controllo umano effettivo sono passaggi fondamentali per un’introduzione dell’IA responsabile e coerente con gli obblighi di legge.